Dettagli sulla storia delle perle di coltura

Quello che c'è da sapere sulla storia delle perle dalla fine del XIX° secolo ai giorni nostri

Le perle più costose al mondo sono le cosiddette perle "fini". Le perle fini vengono scoperte inaspettatamente nei mari del mondo. Sono diventate estremamente rare e le autorità dei vari paesi hanno instaurato una legislazione draconiana sulla pesca dell'ostrica perlifera. In effetti, erano spesso i bambini a fare snorkeling in apnea e troppi di loro soccombevano a questa attività. L'emergere della coltivazione delle perle (Perlicoltura) ha permesso al mercato delle perle di svilupparsi senza mettere in pericolo la vita dei pescatori di perle.

Una perla fine nasce in un'ostrica per pura fortuna, si sviluppa quando un granello di sabbia o altro piccolo irritante entra nel guscio del mollusco. Di conseguenza l'ostrica ricoprirà l'intruso di strati successivi di madreperla (sostanza che ricopre l'interno del guscio), fino a quando l'intruso è completamente racchiuso nella madreperla e sarà quindi nata una perla. Ci vorranno anni per ottenere questo risultato. Le "perle fini" "possono essere rotonde ma di solito hanno forma casuale poiché si formano gradualmente, senza una guida, trovare una perla fine ben rotonda è quasi impossibile!

Una famosa storia racconta del valore delle perle fini che Cartier vendette un fiume di perle "fini" per acquistare il loro edificio sulla 5th avenue a New York all'inizio del XX° secolo.

 

I grandi nomi della storia delle perle

Poco più di 100 anni fa, TOKICHI NISHIKAWA, biologo della marina imperiale giapponese (1874-1909), TATSUHEI MISE, falegname, e KOKICHI MIKIMOTO, figlio del proprietario di un negozio di noodle (spaghetti asiatici), senza conoscersi nello stesso tempo ebbero la stessa idea. Ognuno per conto proprio stabilirono le basi della moderna coltura delle perle.

Questa origine, anche se resta la più probabile, è stata contestata e vanno prese in considerazione anche altre versioni sull'invenzione del processo delle perle coltivate. Non è raro constatare che un'idea nasce e viene scoperta allo stesso tempo da più persone che non si conoscono. Ci sono buone probabilità che questa storia sia autentica.

In precedenza, una serie di prove, a volte coronate da successo, pur rimanendo molto rare sui volumi effettuati, erano state tentate in alcuni paesi: Cina, Svezia, Finlandia, Ceylon, Stati Uniti, Australia e Tahiti. Questi primi sforzi, tuttavia, erano limitati alla coltivazione di mezze perle. Non vi sono indicazioni che la regola empirica sia stata superata o che sia stato raggiunto un volume di commercializzazione soddisfacente. I giapponesi sono indubbiamente i responsabili del successo.

I primi anni di coltura delle perle, tuttavia, non avevano la dolcezza del loro setoso oggetto finale. Brulicano controversie piene di acrimonia, conflitti personali e rivalità. In questo labirinto di discordie, è praticamente impossibile identificare il vero inventore del metodo di coltivazione con cui si ottengono perle rotonde. Il merito va a KOKICHI MIKIMOTO, fiammeggiante maestro della messa in scena, allo scienziato Dottor NISHIKAWA, al Sig. MISE, l'uomo pratico, o a nessuno di loro?

Alla fine della seconda guerra mondiale, le forze di occupazione alleate nominarono una commissione per studiare in dettaglio, e sin dal suo inizio, l'industria giapponese delle perle Akoya. Nonostante la confusione che aveva segnato questi inizi, il dottor RA KAHN del dipartimento delle risorse naturali presso la sede del Comando Supremo alleato a Tokyo, ha presentato un interessante rapporto il 31 ottobre 1949. In questo testo conclude che TATSUHEI MISE e il dott. NISHIKIWA sono gli unici inventori di perle coltivate rotonde.

Sebbene non possiamo quindi più considerare MIKIMOTO come l'inventore o il creatore delle perle di coltura, dobbiamo comunque rendergli omaggio, non solo per i suoi decenni di lavoro pionieristico come principale coltivatore di perle AKOYA, ma anche per l'immensa efficacia delle sue attività di promotore e commerciante. Attraverso una saggia pubblicità e una vigorosa organizzazione del mercato, ha sostenuto lo sviluppo di un'industria che avrebbe adornato milioni di donne in tutto il mondo.

Va notato che tutte le perle "vere" oggi sul mercato sono perle coltivate, comprese le perle Akoya giapponesi (perle bianche classiche), le perle nere di Tahiti, le perle dei Mari del Sud (in particolare Australiane e Filippine) e le perle d'acqua dolce cinese.

In ordine crescente per prezzo e qualità delle perle nel mondo si distinguono:

 

Le perle d'acqua dolce: sono le perle più economiche sul mercato. Non sono però perle di qualità inferiore, questo deriva dal fatto che il luogo in cui vengono coltivate è di più facile accesso, più tranquillo, l'acqua è priva di sale che danneggia il materiale e sopratutto che i molluschi possono ricevere una moltitudine di innesti (molto piccoli) che permettono di ottenere più perle in un solo ciclo rispetto alle altre colture. Le perle d'acqua dolce anno la particolarità che si sviluppano nel corpo del mollusco chiamato "Cumingi de Hyriopsis Schlegeli" il più utilizzato tra altri molluschi. Di fatto non si fanno uno o due innesti ma una trentina di innesti,  e a volte anche di più, e possono arrivare fino a cinquanta. Questo innesto non include un nucleo che viene utilizzato nelle perle di mare come matrice di forma, per le colture in acqua dolce solo un pezzo di mantello (parte dell'organo di un'altra cozza donatrice che produce  madreperla per far crescere la conchiglia) servirà da intruso, che scomparirà riassorbendosi nel tempo. La cozza innestata circonderà questo intruso con depositi di madreperla per 3 o 4 anni. Ogni strato di madreperla si stabilirà su quella esistente. A volte quando la cozza si apre e si chiude per trovare nutrimento nell'acqua, una perla può fuoriuscire e perdersi nell'ambiente acquatico. Le altre verranno recuperate dal perlicoltore. Tra le perle, alcune saranno bianche, altre rosa-arancio chiaro, poi altre una tonalità più forte, di colore lavanda. Queste tre opzioni si fondono insieme e danno perle diverse in tonalità naturali. Senza innestare un nucleo solido è molto difficile ottenere perle sferiche, motivo per cui le perle d'acqua dolce hanno spesso la forma a "bottone" o "barocca" e quando la fortuna è dalla nostra parte la perla è quasi sferica. A prima vista lo è, sembra rotonda, ma quando usiamo strumenti vediamo che la perla non è una sfera. Le perle d'acqua dolce sono più economiche delle cugine Akoya, ciò consente di creare una varietà di gioielli con un listino prezzi molto interessante. Così ognuno di voi potrà divertirsi e avere delle vere perle coltivate d'acqua dolce grazie a Netperla.

 

Le perle Akoya: probabilmente le perle con la madreperla più fine e delicata sono all'origine delle perle coltivate che conosciamo oggi. Il termine "Akoya" in giapponese antico significa prestare molta attenzione, come si può fare con i bambini. Questo è il soprannome che i lavoratori che lavoravano negli allevamenti di perle hanno avuto dai loro conoscenti perché prestavano la massima attenzione ai piccoli cuccioli di ostrica perlfifera quanta più potevano ai loro stessi bambini. Il nome Akoya è rimasto da allora in poi per qualificare le perle di questa categoria. I coltivatori di perle Akoya utilizzano il mollusco "Pinctada Martensii e Pinctada Chimnitzii". Le perle Akoya provengono principalmente dal Giappone, ma alcune coltivazioni sono state aperte dai giapponesi con l'aiuto di coltivatori di perle cinesi lungo la costa cinese. Gli innestatori sono prevalentemente giapponesi e gli interessi economici sono ora bilanciati tra agricoltori giapponesi e cinesi che lavorano a stretto contatto per disporre delle perle più belle del mondo.

 

Le Perle di Tahiti: furono prima denigrate e poi adulate; Le primissime perle polinesiane erano scure, questo colore è naturale e deriva dal mollusco utilizzato "Pinctada Margaritifera" la cui madreperla è prevalentemente scura. Si tratta di un'ostrica molto grande che può raggiungere i 30 cm nella sua forma adulta. Quando il mollusco è aperto possiamo vedere le diverse tonalità che esistono in questa madreperla, la maggior parte di esse sono scure con un verde molto scuro, quasi nero, al grigio argenteo attraverso una tavolozza di sfumature mozzafiato risultanti da una sapiente miscela di tutti questi toni presenti nella madreperla secreta da questa ostrica. Le perle di Tahiti sono come le perle Akoya delle perle nucleate (coltivate mediante innesto di nucleo solido), la loro dimensione non è inferiore a 8,0 mm. La grande dimensione del molllusco non aumenta il numero di innesti eseguiti, si tratta di uno o due innesti al massimo. I colori così belli e così vari e la madreperla molto spessa danno perle barocche, con forme varie che hanno affascinato i designer di gioielli perché queste perle sono uniche nel genere, delle orme che invitano alla creazione, spingono a fare gioielli crostruiti intorno alla perla invece di fissare una perla ben sferica in un gioiello classico. Le perle di Tahiti sono straordinarie per questa capacità di produrre perle uniche, non esistono due perle identiche.

Le Perle dei Mari del Sud: questa denominazione di Perle dei mari del sud include le perle prodotte in Indonesia, Filippine, Australia. La produzione più importante viene attribuita all'Australia dove si trovano perle di grandi dimensioni di colore bianco argenteo con riflessi talvolta rosati sotto certi angoli di luce. La coltivazione di perle Australiane utilizza un mollusco cugino di quello utilizzato per produrre le perle di Tahiti. Si tratta dell'ostrica Pinctada Maxima bianco argento, è lo stesso mollusco che si trova in Polinesia, ma la tonalità della madreperla è diversa. Qui sarà bianco argentata ma anche Champagne, champagne rosato, champagne dorato. Questo colore dorato si troverà anche nelle Filippine, dove gli allevamenti di perle si sono specializzati in perle dorate.

Più grande è la perla, più alto è il suo prezzo e ancor più se è sferica e di buona qualità, il che è ancora meglio.

 

 

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